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Assestamento di bilancio

Gentile presidente del Consiglio, gentile vicepresidente,

gentili consigliere e consiglieri comunali,

 

 

Una manovra di bilancio non è solo un insieme di numeri, né un elenco di interventi. Come ha scritto di recente l’economista Fabio Sabatini, il documento che pianifica le entrate e le uscite di un’amministrazione pubblica “è un progetto di società”. Nel suo piccolo, anche questa integrazione al bilancio approvato a fine 2024 – di fatto, la prima manovra della nuova Consiliatura - è un progetto di società che, con alcuni interventi mirati, cerca di porre un argine alle inaccettabili disuguaglianze evidenti anche a Trento e in Trentino, come rivela l’ultimo rapporto della Caritas: in una provincia di 545 mila abitanti, sono quasi 58 mila le persone a rischio di povertà o esclusione sociale (il 10,6 per cento) e più di 17 mila i trentini che si trovano in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale. Non solo le cronache di questi ultimi mesi, ma anche le liste d’attesa infinite per gli alloggi pubblici ci raccontano che la povertà è spesso anche povertà abitativa: basti pensare che, per quanto riguarda il comune di Trento, le assegnazioni quest’anno sono state 103 a fronte di 1088 famiglie in lista d’attesa in base alla graduatoria ordinaria 2023. Ricordiamo infatti che nel 2024 non sono state raccolte nuove domande di alloggio perché è in corso la revisione del regolamento Itea. Questa sospensione ha di fatto impedito di presentare richiesta di casa anche a famiglie che, potenzialmente, avevano tutti i requisiti per l’assegnazione.

 

 

Questo documento di previsione ha dunque una forte impronta sociale. Il suo scopo è quello di contribuire a ricucire gli strappi al tessuto comunitario, in alcune parti logoro a causa di una somma di emergenze di lungo periodo o contingenti, di azioni e omissioni che in questi mesi sono state spesso al centro del dibattito pubblico. Il risultato è stato quello di privare dei più elementari diritti e anche della dignità alcune categorie di persone, mettendo a rischio quella coesione e quei principi solidali a cui ha sempre guardato un modello trentino che sta diventando sempre più incapace di distinguersi nonostante le risorse e le competenze garantite dall’Autonomia.

Il provvedimento qualificante di questo assestamento di bilancio riguarda la ristrutturazione delle ex scuole Bellesini, edificio dalla cubatura importante dismesso già dal 2020. L’intervento, finanziato con sei milioni di euro, prevede la riqualificazione generale dell’ala che si affaccia su via Stoppani dove troveranno posto, tra l’altro, l’ostello per i lavoratori, al secondo piano e, nei piani sottostanti, gli uffici della Circoscrizione, del vigile di quartiere, dell’animatore di comunità, la sede del Circolo anziani e di altre associazioni, un bar, un’ampia sala multifunzionale. In particolare, l’ostello dei lavoratori dovrà dare una sistemazione dignitosa a quelle persone che, pur avendo un’occupazione, non riescono a trovare un alloggio.

Il progetto complessivo di ristrutturazione dovrà essere affinato coinvolgendo la Circoscrizione e le associazioni della zona con l’obiettivo di costituire una sorta di Community Hub, una Casa del quartiere. Sull’esempio di quanto sperimentato in altre città, la riqualificazione edilizia sarà la leva per attivare un processo di rigenerazione umana il cui punto di forza è la presenza di un’utenza diversificata, dal punto di vista sociale e generazionale, e di funzioni differenti, integrate e armonizzate grazie alla regia di un soggetto gestore.

Costruite negli anni Cinquanta, in pieno boom demografico, per soddisfare la domanda di aule scolastiche, le ex Bellesini grazie a questo progetto si confermano, anche a livello simbolico, un avamposto capace di rispondere ai nuovi bisogni legati alla precarietà abitativa, all’invecchiamento della popolazione, alla solitudine, alla disgregazione delle reti familiari e di quartiere. Nell’intenzione dell’Amministrazione comunale, l’edificio di via Stoppani sarà dunque non solo un contenitore di servizi strategici, ma anche uno spazio abilitante, in grado di valorizzare le capacità e le risorse delle persone in modo inclusivo e di promuovere l’innovazione sociale.

L’impianto sociale di questa manovra è confermato da altri interventi di dettaglio: stanziamo infatti 70 mila euro euro per finanziare ulteriori servizi semiresidenziali, residenziali e interventi educativi domiciliari per persone con disabilità. Aumentano anche le risorse (più 100 mila euro) per finanziare l’accompagnamento al lavoro delle persone a rischio di esclusione sociale: si tratta di laboratori per l'acquisizione dei pre-requisiti lavorativi e di tirocini in azienda.

È stato sempre il principio di solidarietà a spingerci a stanziare 150 mila euro per le imprese che, negli ultimi mesi, hanno subito furti e spaccate. Come è già avvenuto nel periodo del Covid, abbiamo ritenuto doveroso contribuire alla riparazione dei danni subiti e stare accanto a quei locali pubblici che svolgono un importante ruolo di presidio sociale e insieme garantiscono un servizio importantissimo per la vitalità della città. Questo intervento risarcitorio non ci esime naturalmente dal continuare a impegnarci per la sicurezza, in stretto raccordo con il Commissariato di governo e con il questore che, lo ricordo, sono le autorità responsabili dell’ordine pubblico. Questo non ci deresponsabilizza naturalmente, come non dovrebbe deresponsabilizzare l’istituzione – la Provincia autonoma - che ha le competenze e le risorse per incidere sul disagio psichiatrico, sull’allarmante crescita del consumo di sostanze stupefacenti, soprattutto tra i giovani, sull’accoglienza dei richiedenti asilo, che continua ad essere concentrata su Trento ed è stata spogliata di quei progetti di integrazione che possono fare la differenza.

 

 

C’è poi il corposo capitolo riguardante le manutenzioni: 3,5 milioni di euro dedicati  al miglioramento dei servizi ai cittadini, per esempio agli interventi sugli edifici scolastici e sui nidi d’infanzia, sulle strade e sui marciapiedi. A questo proposito cito, anche se rientra nel capitolo opere e non in quelli delle manutenzioni, un investimento molto importante per la sicurezza stradale in via Soprassasso, a Gardolo, strada vicina all’uscita della tangenziale, percorsa spesso a velocità eccessiva anche perché le corsie di immissione e uscita sono molto larghe e inducono gli automobilisti a correre. Come previsto dal progetto “Strade da vivere”, via Soprassasso sarà messa in sicurezza restringendo le corsie di ingresso e di uscita, realizzando nuovi marciapiedi più ampi e un attraversamento pedonale con isole salvagente. Saranno adeguati gli impianti di illuminazione con lampade a led, rifatta la segnaletica, ampliato il verde, rivista la rete di smaltimento delle acque.  Quest’intervento va dunque a beneficio della sicurezza e della vivibilità della strada e conferma la nostra attenzione all’intera città e non solo alle zone centrali.

 

 

Ritornando alle manutenzioni straordinarie, vorrei soffermarmi brevemente sugli interventi sul verde pubblico, che gioca un ruolo cruciale sulla qualità della vita delle persone, specialmente in relazione alle disuguaglianze climatiche. Come noto, nelle città il surriscaldamento si fa sentire di più e produce più danni. E la situazione è destinata a peggiorare: un rapporto appena pubblicato dalla Banca Mondiale avverte che il numero di giorni caldi nelle principali città dell'Europa potrebbe triplicare entro il 2050, con ondate di calore sempre più letali, basti pensare che sono 1.500 le morti stimate in Europa nei 10 giorni roventi appena trascorsi. Una delle strategie più efficaci per raffrescare le città è aumentare le aree verdi, ricche di alberi e vegetazione. La regola ideale, sempre secondo la Banca Mondiale, è quella del 3-30-300: ogni residente della città dovrebbe vedere almeno tre alberi dalla propria abitazione, vivere in un quartiere con una copertura arborea del 30 per cento ed essere a meno di 300 metri da uno spazio verde pubblico. A Trento il 66 per cento della popolazione vive a 250 metri in linea d’aria da un’area verde, l’88 per cento a 500 metri. Dunque abbiamo ancora grandi margini di miglioramento.

Secondo gli esperti, la presenza di parchi, giardini, orti urbani ben distribuiti riduce l'inquinamento atmosferico e acustico, mitiga l'effetto delle isole di calore, favorisce il benessere psicofisico e crea spazi di socializzazione e aggregazione. Da qui l’approvazione, lo scorso anno, del Piano del Verde e l’avvio di un programma di interventi pluriennale. Questa manovra di bilancio prevede uno stanziamento ulteriore per le potature degli alberi e per interventi migliorativi nei giardini di alcune scuole, come le Pedrolli a Gardolo e la scuola dell’infanzia Piccolo mondo in Clarina, dove sarà realizzata anche una pergola ombreggiante. Dopo la fontana a pavimento e la copertura microclimatica realizzate in Largo Pigarelli, proseguiremo anche con gli interventi per contrastare le isole di calore negli spazi pubblici. Abbiamo mappato 110 aree a rischio suddivise tra parcheggi, piazze e strade. Su queste aree è stato avviato un processo trasversale tra diversi uffici comunali competenti per ricercare le strategie più adatte e definire le azioni prioritarie. Oltre all’introduzione di alberi in corso in molti quartieri - da Cognola a Mattarello, da Vigo Meano a via Fersina - altre tipologie di interventi che saranno realizzati a seconda delle località sono le pavimentazioni permeabili, le pergole ombreggianti, i tetti verdi e i rain gardens, “giardini della pioggia” che permettono di trattenere l'acqua piovana per poi rilasciarla gradualmente e consentono una migliore gestione delle bombe d'acqua impedendo il collasso della rete fognaria. Come raccomanda Carlo Ratti, curatore della Biennale di architettura 2025, il nostro compito di amministratori pubblici oggi è quello di “costruire con intelligenza il mondo, ascoltando l’intelligenza della terra”, ripensando “il modo in cui progettiamo in un mondo ormai alterato” per limitare le emissioni in atmosfera e insieme gestire la crisi climatica in modo da attenuarne le conseguenze che, come abbiamo visto anche in questi giorni, possono essere davvero rovinose.

 

 

Vi segnalo infine le risorse destinate allo sport con il trasferimento ad Asis di 3,1 milioni per il piano di investimenti 2025. Il programma comprende la riqualificazione del centro sportivo Piedicastello – Vela, che gode anche del finanziamento del bando nazionale "Sport e periferie", gli interventi al T quotidiano Arena, al palaghiaccio, al centro sportivo di Trento nord, le migliorie riguardanti alcuni campi da calcio, dal Briamasco a Mattarello. Chiunque frequenti gli impianti sportivi della città sa bene che non si tratta solo di luoghi per l’esercizio fisico, ma di centri dove ragazze e ragazzi sperimentano le relazioni, la responsabilità dell’impegno, il fair play. Le nostre società sportive sono vere e proprie agenzie educative, meritano dunque di avere a disposizioni spazi adeguati, sicuri e accoglienti.

 

 

Per concludere, mi voglio soffermare sulle entrate extratributarie, che quest’anno aumentano di 3,9 milioni grazie soprattutto ai dividendi, maggiori rispetto alle previsioni, distribuiti dalle società partecipate : 2,7 milioni da Findolomiti Energia, 321 mila euro da Dolomiti energia, 124 mila euro dalle Farmacie comunali e 140 mila euro da Trentino Mobilità. Si tratta di risorse preziose che confermano il ruolo doppiamente strategico delle società partecipate, fondamentali non solo per la loro missione primaria – l’energia, la salute, la gestione della sosta – ma anche perché i rispettivi buoni risultati economici portano un beneficio immediato al Comune in termini di risorse, che si traducono in servizi per i cittadini di Trento.

 

 

Lascio alla relazione tecnica che seguirà questo mio intervento l’illustrazione puntuale delle misure e dei numeri di questo assestamento di bilancio. Con i 22,4 milioni di euro a disposizione abbiamo cercato di riequilibrare, riparare, rammendare.   Nel contesto internazionale di crescita delle disuguaglianze, sappiamo che si tratta solo di una goccia nel mare. Questo è il tempo del Big Beautiful Bill, la Grande, bellissima legge di Donald Trump che, con un nome degno della neolingua orwelliana, toglie l’assistenza sanitaria ai poveri per abbassare le tasse ai super ricchi e finanzia le strutture repressive a scapito degli interventi sociali. Noi crediamo invece che il welfare, che il sostegno alle fasce più fragili della popolazione, che gli investimenti sulle strutture scolastiche e sullo spazio pubblico, dai parchi ai marciapiedi, siano gli strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita di tutti. Al contrario, le disuguaglianze sociali imbarbariscono la società e, come ha scritto di recente Federico Fornaro nel saggio “Una democrazia senza popolo”,   lavorano come “tarli del legno”, erodendo e svuotando dall’interno la materia di cui si sostanzia quel patto collettivo che chiamiamo democrazia. L’impegno prioritario di questa Consiliatura sarà quello di scongiurare questo rischio.

 

Grazie per l’attenzione